CiviBank celebra 140 anni di vita e guarda al futuro
CiviBank ha celebrato una tappa fondamentale del suo cammino di sviluppo, i 140 anni di vita, con un evento al Castello di Spessa, alla presenza delle principali autorità politiche ed economiche del territorio.
Tra i presenti: il Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’Assessore alle Finanze Barbara Zilli e l’Assessore alle Attività Produttive Sergio Emidio Bini; i vertici al completo del Gruppo Sparkasse, con il Presidente Gerhard Brandstätter, il vicepresidente Carlo Costa e l’amministratore delegato Nicola Calabrò; le massime cariche dei Confidi regionali, ai Presidenti e Direttori Generali delle associazioni di Confindustria, delle Camere di Commercio, di Confcommercio, delle associazioni di rappresentanza dell'agricoltura FVG, di Banca d’Italia, di Finest S.p.A. e Friulia S.p.A., delle più rilevanti Fondazioni locali, delle massime cariche delle forze dell'ordine e dell'Unione Regionale Economica Slovena, oltre ad alcuni tra i più importanti clienti e imprenditori del Nordest.
A far gli onori di casa, Alberta Gervasio (presidente di CiviBank) e Luca Cristoforetti (direttore generale), che hanno sottolineato l’importanza di questo evento.
“Celebrare i 140 anni significa anche portare avanti il DNA dei nostri soci fondatori – ha affermato Alberta Gervasio – quelli stessi che scrissero nello Statuto di voler puntare allo sviluppo economico, sociale e culturale del nostro territorio. Questo assunto è stato per noi ancora più vero dall’ingresso nel Gruppo Sparkasse. Dal 2022 ad oggi, infatti, la banca ha cambiato pelle, passando da essere un istituto in difesa a una realtà proattiva. Il percorso di rilancio della banca è stato possibile grazie all’impegno e alla professionalità delle nostre persone, che continuano a crescere in numero e qualità del servizio; ma anche alla fiducia che clienti, istituzioni, associazioni di categoria e tutti i nostri stakeholder hanno voluto accordarci. Fiducia che è stata decisiva per accompagnare la rinascita di CiviBank, che è cambiata in meglio, dal momento che non solo eroga e raccoglie patrimoni ma offre consulenza a 360 gradi.”
“Questi 140 anni sono motivo di orgoglio e di grande fiducia nel futuro – ha detto Luca Cristoforetti – determinata anche dalla consapevolezza di far parte di un grande Gruppo bancario. La storia con Sparkasse, iniziata esattamente quattro anni fa, ha permesso a CiviBank di dare il via ad un piano di sviluppo con importanti investimenti, che comprende l’apertura della filiale in Piazza Unità d’Italia a Trieste e l’assunzione di cento persone negli ultimi due anni. Da sottolineare, poi – ha aggiunto - che in questo quadriennio CiviBank ha generato utili per oltre 50 milioni di euro ed erogato crediti per oltre 2.250 milioni. Consapevoli della responsabilità di mantenere la fiducia del territorio, ringraziando dipendenti, clienti e istituzioni, pensiamo adesso a scrivere un nuovo capitolo di questa bella storia!”.
Qui di seguito le dieci tappe principali nella storia della banca, a partire dalla sua fondazione nel luglio del 1886 quando, su iniziativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Cividale del Friuli, venne istituito il comitato promotore per la costituzione della Banca Cooperativa di Cividale, che si riunì quindi per la prima Assemblea costitutiva.
Durante la Prima guerra mondiale, poi, con l’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915, Cividale del Friuli ne subì tutte le più tristi conseguenze. Dal 22 novembre 1917 al 20 gennaio 1919 la sede della Banca Cooperativa fu trasferita a Firenze, ospite della Banca Commerciale Italiana, agenzia di Piazza Strozzi, dove poté continuare ad operare senza interruzioni. Terminato il conflitto, l’Istituto ritornò nella sua sede naturale e le operazioni vennero riprese il primo febbraio 1919 con rinnovato fervore.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, inoltre, la Banca Cooperativa di Cividale nel 1946 iniziò un programma di espansione oltre il territorio cividalese.
Nel 1949 l’Assemblea straordinaria approvò il nuovo Statuto e decise di mutare la denominazione dell’Istituto in “Banca Popolare di Cividale, Società Cooperativa a Responsabilità Limitata”.
Siamo al 1976, quando un violento terremoto in cinquantanove secondi sconvolse la vita operosa del Friuli. In seguito a questo tragico evento la Banca Popolare di Cividale destinò un’ingente somma da utilizzare per interventi di carattere sociale. Furono stanziati 211.500.000 di lire a carico del bilancio 1976, pari all’utile della Banca in quell’anno, per interventi di carattere sociale a beneficio delle comunità più bisognose.
Nel 2001 Banca di Cividale fece la sua prima acquisizione, con la Banca Agricola di Gorizia.
In tempi più recenti, nel 2018, l'Assemblea dei soci approva la modifica della denominazione sociale in CiviBank, dove il suffisso "Civi" celebra le radici storiche a Cividale del Friuli mentre "Bank" viene scelto per trasmettere modernità e internazionalità.
Nel 2021 CiviBank si trasforma da popolare in Società per Azioni e Società Benefit; successivamente ottiene anche la certificazione BCorp, prima tra le banche italiane. In questa occasione Sparkasse acquisisce il 9,18% della banca. L’acquisto delle azioni si realizza nell’ambito dell’offerta in opzione delle azioni dei soci recedenti.
Il 6 giugno 2022, si conclude l’OPA totalitaria lanciata sulle azioni CiviBank, da parte di Sparkasse/Cassa di Risparmio di Bolzano, che acquisisce la larga maggioranza della banca e dà vita al Gruppo Sparkasse. Viene nominato il nuovo CDA della banca.
L’8 giugno 2026, a quattro anni esatti dall’insediamento, il CDA festeggia i 140 anni della banca con numeri tutti positivi: 18,1 milioni di utile, crediti a clientela per 2,9 miliardi e raccolta diretta da clientela pari a 3,2 mld di euro, con una solidità patrimoniale importante (CET1 al 20,2%) La banca annovera circa 100 mila clienti e la rete distributiva comprende 64 filiali. CiviBank oggi fa parte del più grande gruppo bancario territoriale del Nordest, con 300mila clienti, 173 filiali, oltre duemila dipendenti e quasi 16 miliardi di attivo totale.
In conclusione, vale la pena di ricordare ciò che gli amministratori scrissero decenni fa: “Noi siamo i più credibili custodi di un patrimonio secolare che abbiamo ereditato e che spetta a noi trasmettere, incrementato, alle future generazioni nella convinzione del prezioso e insostituibile ruolo che la nostra Banca svolge nel contesto economico e sociale del territorio.”